L’identità di Eulero – l’equazione più bella della matematica

Consideriamo l’equazione

1)  x^2 = -1

non esiste nessun numero reale che elevato al quadrato restituisca -1, in quanto il quadrato di un numero reale è un numero positivo oppure nullo. Le soluzioni sono

 x = \pm \sqrt {-1}

essendo  \sqrt {-1} un’ entità matematica non reale o immaginaria indicata con la lettera i

 i = \sqrt {-1}

quindi le soluzioni dell’equazione 1) sono

 x = \pm i

ossia

 i^2 = 1

se ne deduce quindi che i numeri reali si ottengono da operazioni con numeri immaginari (in questo caso il quadrato dell’unità immaginaria) quindi l’insieme dei numeri reali R non può che essere un sottoinsieme di un insieme ancora più vasto costituito da numeri reali e da numeri immaginari: tale insieme è quello dei numeri complessi C

 R \subset C

Possiamo definire quindi un numero complesso z come un vettore costituito da una coppia di valori: uno reale (a) e ed uno immaginario (ib) rappresentabile nel Piano di Gauss:

essendo:

    \theta è l’angolo formato tra il vettore z e l’asse reale e valgono quindi le relazioni:

segue :

2) z=\rho (cos \theta + i sin \theta)

deriviamo ora z rispetto a   \theta per vedere come tale vettore rapidamente varia in funzione di questo angolo:

ipotizzando   \rho costante risulta:

ma ricordando la definizione di z nella 2) risulta:

sommiamo attraverso un processo di integrazione tutte le microvariazioni di z rispetto a \theta:

per la 2) risulta:

se \rho = 1 otteniamo la formula di Eulero

se  \theta = \pi otteniamo

questo risultato è facilmente comprensibile: quando l’angolo \theta corrisponde a 180° la punta del vettore complesso coincide nella direzione ma con verso opposto all’asse reale (ved. segno negativo) e con modulo 1

da qui segue la famosa identità di Eulero:

L’equazione, elegante e concisa, racchiude ben 5 entità fondamentali della matematica:

- il numero di Nepero o Eulero:  {e}
- la costante  { \pi }
- il numero immaginario  { i }
- il numero naturale  { 1 }
- il numero naturale  { 0 }

La bellezza della matematica risiede nella pluralità delle possibili connessione che un risultato riesce ad evocare. La formula di Eulero mostra una profonda relazione fra le funzioni trigonometriche e la funzione esponenziale complessa. (L’identità di Eulero è un caso particolare della formula di Eulero). Ora visto che i numeri complessi sono un insieme molto più grande dei numeri reali e visto che attraverso questi ultimi è possibile descrivere i fenomeni fisici naturali possiamo concludere che i numeri complessi possono essere utili a descrivere la fisica dei fenomeni in modo più generale e matematicamente più compatto.

Autore: Alessandro Rizzo in data gennaio 6, 2010
Categoria: Matematica
Tag:
4 risposte a “L’identità di Eulero – l’equazione più bella della matematica”
  1. anonimo scrive:

    ciao. potresti indicarmi per piacere le basi per comprendere a fondo la teoria dei numeri primi?

  2. Ciao! Dai un occhio all’ipotesi di Riemann (è il più importante problema aperto della matematica moderna) http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_di_Riemann

  3. Batho scrive:

    Ciao intanto mi complimento con te per l’ottimo lavoro.

    Volevo solo farti presente che (credo) ci sia un errore di segno nello sviluppo dei passaggi.
    Nel passaggio che si “intitola”: “ipotizzando rho costante”,(dopo la derivazione di z rispetto a tetha) al terzo passaggio, quando “raccogli” l’unità immaginaria, davanti al coseno di tetha dovrebbe esserci un segno “+”, invece metti un segno “-”.
    Spero di non essermi sbagliato altrimenti mi aspetta la gogna pubblica!
    Ciao e grazie

  4. Ciao Batho! altrocchè! sei stato un grande! grazie per la segnalazione, ho perso per strada un segno ! Bravissimo così si fa! grazie infinite. Alessandro

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